Chi sono

Io

Eccomi (anche se, vi assicuro, “chi sono” è del tutto secondario), mi chiamo Simona Cultrera (“Cult” per gli amici), sono un architetto con un diploma di sommelier, un master in “esperto del Gusto, poche certezze lavorative, ma tante idee per la testa e tanti (forse troppi) hobbies. La cucina fa parte di questi ma occupa un posto un po’ speciale…
Per buona parte dei siciliani, la cucina è il mezzo più efficace per dimostrare il proprio affetto, per rendersi ospitali, per conquistare l’altro, per avvicinare familiari lontani, per mantenere le tradizioni e crearne delle proprie. In poche parole, come dice mio padre, per “far famiglia”.

La cucina è stata tutto questo per me da subito, e ha fatto anche di più. E’ il mio rifugio nei momenti di tristezza (quanto può far bene coccolarsi con una tazza di composta di prugne alla cannella o un budino di latte al gelsomino!), ma è anche un mezzo espressivo: l’unico sfogo creativo nei momenti in cui il lavoro scarseggiava e la mente fremeva. Creare un piatto è come dipingere un quadro usando odori e sapori al posto del colore. Adesso vivo tra Palermo e Milano, mi sento sempre meno architetto, e coltivo il sogno di vivere in campagna, creare un’azienda agricola… Magari con annesso ristorante e scuola di cucina! Non certo un’accademia della cucina, piuttosto un circolo per stimolare la creatività, per scambiarsi idee e imparare a perdersi nei sapori, nei ricordi.

I Diari della Cucina

Oltre ad essere il naturale risultato di un’evoluzione nel segno della praticità, dell’ergonomia e della tecnologia, la nostra cucina è anche il luogo che più ci avvicina al mondo naturale e al nostro passato. I gesti delle nostre nonne rivivono nelle nostre mani che “imparano ricordando”, e talvolta ricordano imparando.

Un tempo, questo sapere veniva tramandato di generazione in generazione attraverso i “diari di cucina”: dei quaderni che la padrona di casa compilava trascrivendo, oltre le ricette di famiglia, trucchi e segreti di ogni preparazione, inclusi i preziosi unguenti per la pelle, i rosoli, gli sciroppi e le creme per i cuoiami. I diari di cucina erano ritenuti così preziosi da essere conservati sottochiave, e venivano ereditati dalla figlia più dotata e meritevole. Sebbene questo tipo di sapere sia oggi in parte perduto, i ricordi culinario-gastronomici, a partire da quelli indelebili della nostra infanzia, rappresentano il file-rouge di questo blog, il punto di partenza per un percorso che va un po’ a ritroso, e un po’ in avanti. Come dimostrano le tendenze di oggi, esistono infatti due principali direzioni nella ricerca della perfetta armonia di un piatto: la strada dell’innovazione (attraverso combinazioni inedite di prodotti e sapori) e la strada della memoria (che punta ad esaltare l’autoctono e reinterpreta le tradizioni).

I Diari della Cucina è un diario virtuale ispirato al suo prezioso antenato. Una raccolta di racconti, ricette e preparazioni per tutti coloro che hanno voglia di riscoprire il sapore di un fare perduto, di un mondo in cui i lenti ritmi ci ricordano che le cose più belle sono quelle per cui si deve attendere. Ma I Diari hanno anche tante pagine vuote, da riempire creando nuove commistioni culinarie, prestando attenzione alle esigenze più pratiche di chi vive freneticamente, e cercando di raccontare raccontando il cibo anche da un punto di vista etico. Queste pagine sono anche il Vostro diario, un diario tutt’altro che segreto, dove condividere ricordi e pensieri.

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