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La vera storia del Pollo all’Arancia

Il pollo all’arancia è una delle ricette più ammirate e richieste da ospiti e amici (e fidanzati). Questa ricetta è anche la primissima ch’io abbia creato, motivo per cui le sono particolarmente affezionata, ma quasi nessuno sa com’è nata.

Era una notte buia e tempestosa, beh, non proprio… Però qualcosa di tempestoso c’era… Io frequentavo la seconda media e i miei genitori erano sulla via della separazione. Mia madre mostrava un rapporto di amore-odio verso il cibo (suppongo che per lei rappresentasse da un lato il dovere verso la famiglia, dall’altro un rifugio) e si dà il caso che uno dei suoi cibi “coccolosi” (forse una madeleine dell’infanzia) fossero le quaglie. Non vi dico che sguardi d’amore mandava a quelle cosine spennate quando le adocchiava al supermercato!

Il problema, però, di una mancata gestione costante del menage quotidiano, faceva sì che io e la sorellina ci trovassimo spesso a casa in compagnia di un frigo vuoto e avanzi immangiabili. Ora, la quaglie già di per sé hanno una carne secca e asciutta; così, quando un giorno mi vidi a dover riscaldare, per l’ennesimo pasto consecutivo, quegli uccelleti rattrappiti e rannicchiati su un fondo di cottura che sembrava il deserto di Atacama, mentre mia sorella scuoteva la testa suggerendo uno sciopero della fame, iniziai a cercare ovunque una soluzione. Aprivo cassetti, credenza, controllavo in veranda, cercavo del brodo congelato, un dado, ma trovai solo delle arance. Oggi direi di aver “glassato” le quaglie nel succo d’arancia, ma per me, allora le stavo solo rendendo commestibili. Il risultato fu strepitoso: le migliori quaglie che avessimo mai mangiato (e ne avevamo mangiato parecchie!). Quella fu l’idea di partenza che, dopo diverse versioni, varie miscele di aromi, e tecniche di cottura (e abbandono delle quaglie), portò a una ricetta infallibile.

Tuttavia c’è ancora un segreto da svelare. Sebbene sia una ricetta veloce, sia nell’esecuzione che nella cottura, il risultato è tanto più buono quanto più tempo perdete a rosolare, glassare e sfumare. E poi ancora glassare, sfumare e riglassare. Ecco che mi torna l’appetito…

Pollo all’arancia

(per 2-3 persone)
4 coscette e 4 sovracosce di pollo
2-3 arance
1 bicchierino di brandy
Maggiorana e salvia
20 gr burro
Sale e pepe

Togliere la pelle dal pollo (anche se l’adorate, va assolutamente tolta), fondere il burro in un tegame largo senza farlo soffriggere e adagiarvi il pollo. Rosolare da entrambe le parti salando e pepando, dopo qualche minuto aggiungere gli aromi, abbassare la fiamma e continuare girare i pezzetti di pollo. Nel frattempo spremere le arance e aggiungere un terzo del succo al pollo. Quando sta per asciugare, aggiungere metà del brandy al pollo sfumando a fuoco vivo. Aggiungere un altro terzo del succo d’arancia, coprire col coperchio e portare a cottura. Quando il pollo è quasi cotto, togliere il coperchio, sfumare il brandy rimasto glassando i pezzetti di pollo su entrambi i lati e, quando il fondo di cottura inizia a caramellare aggiungere il succo rimasto. Continuare a glassare i pollo su ogni lato  per altri 10 minuti e servire su un piatto da portata.

Se dovesse avanzarvi (ne dubito), il giorno dopo basta aggiungere il succo di mezza arancia prima di scaldarlo per 5-8 min a fuoco medio. Sarà più buono di prima!

 

 

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