Archivi del mese: aprile 2013

Sogno di una notte… Al Baglio San Pietro

Può capitare, oggi che le relazioni di lavoro si costruiscono sul web, d’imbattersi in persone che ti offrono ben più di ciò per cui ci si fosse accordati.
Luigi passa a prendermi di venerdì sera con Sabine (da leggere alla tedesca, ché lei ci tiene), io non ho neanche il tempo di aprire la porta di casa che lei ha già fatto i due piani a piedi, e sta lì sorridente, pronta ad aiutarmi nel trasporto di tutto l’armamentario da pasticcera.

Preparare una cassata palermitana per settanta persone prevede qualcosa come 7 kg di ricotta per farcire  uno stampo dal diametro di mezzo metro. Un’ordinazione per un pranzo speciale è l’occasione per conoscerci.

E Luigi, come scopro, lo conoscevo già. C’eravamo incontrati in Facoltà; anche lui architetto con la passione per l’arte, la natura, il mare e la cucina. Anche lui con la voglia di “far le cose bene”, d’ideare nuovi percorsi, condivisioni, cortesie da offrire: per un architetto progettare è un’attitudine, non un lavoro.
Nel frattempo la Sicilia spopolata dell’entroterra inghiotte il fuoristrada nel buio; Sabine si è addormentata, lei è la prima ad alzarsi al mattino, all’alba l’aspettano i suoi amati cavalli e gli altri animali di cui si occupa. E, come scoprirò il giorno dopo (dal profumo che invade la corte al mattino), è lei a preparare anche i biscotti per la colazione.

In tanto l’auto arriva al centro della Sicilia, e Luigi mi indica il monte Altesina: in questo luogo s’incontravano i tre Valli in cui l’amministrazione araba divise la Sicilia prima dell’anno Mille. Ci imbattiamo, sulla strada, in una piccola volpe e diversi leprotti, attraversiamo Nicosia e un viottolo in salita ci porta al limite del bosco, sulla collina del Baglio San Pietro: è notte, e “notte” da queste parti significa che nel buio potresti perderti, ancora non so della magnifica vista sulla vallata che mi aspetta al risveglio.

Vengo ospitata negli appartamenti padronali, piccole stanze in una struttura nascosta tra gli alberi, poco più in alto del baglio. Gli ambienti sono riscaldati da un antico impianto a vista, simile a quello di annosi appartamenti francesi. Non dormivo così da una vita!
Sì, adesso, però, mi aspettava il lavoro: dovevo preparare la crema di ricotta, tritare “al coltello” quasi un chilo di cioccolato ma, tutto ad un tratto, il lavoro è passato in secondo piano. L’ho intuito non appena fuori dalla finestra ho veduto i cavalli che passeggiavano liberi, con passo pesante e lentissimo, selezionando con cura le migliori erbe.

Ho iniziato a seguirli scorgendo i rovi di pungitopo, le primule perenni, le cosmee lilla (salve tra i passi dei giganti quadrupedi).

Ho capito, così, che mi aspettavano due giorni diversi da quelli che avevo immaginato, quindi non vi racconterò di cosa e come l’ho cucinato, ma di un posto speciale dove gli orologi stessi dimenticano il tempo.

La crema di ricotta poteva aspettare. Così ho sposato il tempo del Baglio San Pietro (e, vi assicuro, all’inizio non è facile rallentare di colpo i ritmi cittadini): sbucciare le fave fresche seduta s’una vecchia panchina mentre il fornaio arriva col cesto di pane caldo; i contadini, col loro via vai di verdure appena colte, mi salutano curiosi, e Sabine sforna le ultime teglie di biscotti. Mi sento così bene!

Luigi inizia a organizzare il menù, e conosco anche sua madre, la signora Anna, una donna allegra, dalle risa di fanciulla e dai gesti raffinati. Decisa e accogliente, dallo sguardo attento ad ogni cosa e che distoglie dalla sala solo quando le chiedo di poterla fotografare. Le stesse attenzioni le riserva agli ospiti, e a me! Mi porta in giro per mostrarmi gli scorci più belli di Nicosia, ricerca il punto esatto da cui farmi ammirare l’Etna innevato e il castello di Sperlinga incastonato nella valle.

Di ritorno ho l’occasione di scoprire il carattere allegro di questa famiglia (anche chi non è della famiglia è come se lo fosse), seduti al tavolo si ride e ci si racconta. Sabine mi parla anche dei suoi adorati cavalli, raccontandomi entusiasta la storia di ognuno: c’è Mocaido detto Bimbi, Rebecca che è la mamma di Furio; c’è Tornado, trovato durante una tempesta a Carlentini ma che, a dispetto del nome, è il più buono e timido. C’è Ile Des Chiens, un purosangue italiano da trotto; e Luna, il cavallo grigio. E poi ci sono ancora: il pony Moretta col suo puledro, e la famiglia degli asinelli.

E’ già pomeriggio e ci sono tantissime cose ancora da fare (ma con lentezza). Non so se restare a guardare Luigi in cucina o partecipare all’escursione nel bosco. Nessuno più di un architetto-cuoco riesce a combinare meglio: precisione e creatività, l’idea innovativa e il rispetto per la materia naturale. La sera vedrò Luigi buttar via tutti i crostini di lardo e spiegare al suo aiuto-cuoco che: “il lardo deve sciogliersi, se cuoce troppo perde il suo profumo!”.

Decido per la gita nel bosco del monte Campanito, mi unisco a un allegro gruppo di catanesi, ospiti al Baglio, e Sabine è la nostra guida. Lei si occupa delle gite a cavallo, ma anche delle escursioni sulla dorsale dei Nebrodi, della salita al Maroncello (il bosco di Sperlinga), delle gite in fuoristrada e quelle nelle aree attrezzate.

La natura che sembrava spenta tra le sterpaglie, si accende di ruscelli e laghetti man mano che saliamo. E, se saremo attenti osservatori, scopriremo gigli selvatici, crochi, narcisi dei poeti, e bucaneve.

La sera lavorerò rigenerata. In cucina con Luigi (ma anche con Gianluca e Giovanna) si scherza, ci si aiuta e si rispettano i prodotti del territorio. Pochi sprechi (le bucce delle fave sono una leccornia per i cavalli!). Al ristorante del Baglio si preparano piatti della tradizione contadina come la “piciotta”: una polenta nicosiana composta da farine di antichi cereali e legumi locali, condita con borragine e con tocchetti di maiale. Troverete portate della cucina casalinga come l’Agnello al forno, e i “maccheroni di casa” al sugo di cinghiale (o con maiale o coniglio), ma anche piatti nicosiani rivisitati in chiave più moderna e leggera.

A questa gita virtuale mancano ancora tanti dettagli. Manca la descrizione dell’intima suite privata: un appartamentino isolato tra gli alberi, e dalla privilegiata posizione panoramica.

Mancano, ancora, le sfumature del tramonto, gli spettacolari passaggi degli uccelli migratori che nidificano al lago di Pergusa. Ma mancano soprattutto i particolari che il cuore di ognuno può suggerire allo sguardo: manca il vostro di sguardo.

Una sola cosa troverete di certo, perché se l’ospitalità dimora in qualche luogo, questa risiede al Baglio San Pietro.

Il Baglio San Pietro si trova in:
Contrada San Pietro – 94014 Nicosia (EN) Italy
Tel. +39 0935.640529 – Fax. +39 0935.640651
+39 3358767396 – +39 3335375881
http://www.bagliosanpietro.com/

Anche il percorso vi affascinerà. Basta seguire le ombre degli alberi sulla collina, fino al costone tagliato in pietra viva…

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