Archivi del mese: novembre 2012

“Non si gioca a tavola!”

Il cibo è una cosa seria!
Quando oggi parliamo di cultura del cibo, inevitabilmente sosteniamo anche i tanti temi che intorno a questa cultura ruotano: luoghi e tradizioni da salvaguardare, cultura dell’alimentazione, custodia della memoria locale e della biodiversità.
Eppure, quando ripenso alla mia infanzia, sebbene il messaggio che il cibo fosse “cosa seria ed importante” arrivava senza sottintesi attraverso frasi del tipo: “pensa ai bambini poveri che non ce l’hanno”, o “non si gioca a tavola!”; ecco che, al di là di questa austera gravità che si respirava a tavola davanti alla prima smorfia dei nostri capricci, le mamme e le nonne sapevano inventare, per noi bimbi, momenti ludici che dentro la cucina avevano un sapore davvero speciale.

Ricordo la zia Pina che, mentre preparava l’impasto per pizze e sfincioni, ci proponeva di creare mini-pizze dalle forme inedite (anche poco adatte allo scopo), e così nascevano la “pizza-barchetta” o la “pizza-casetta”. Per non parlare dei biscotti a forma di pastori, per dare vita ad un presepe glassato che poi potevi anche mangiare; o alla ricomposizione caleidoscopica dei pezzettini colorati di verdure negli aspic di natale e nelle gelatine, lavoro che mia mamma assegnava a noi bimbe come si fosse trattato di un collage di cartoncini.

Questo aspetto ludico e creativo lo ritrovo, tale e quale lo avevo lasciato agli anni della mia infanzia, nelle creazioni in pasta di zucchero che dilagano sul web, nei programmi tv e anche in edicola, in libreria…


Nel desiderio di giocare con queste caramellose e colorate torte che sembrano uscite dalla Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka, cariche di decorazioni degne delle manine di un Oompa-Loompa, si condensa la voglia di vivere con spensieratezza un compito ricco di responsabilità quale è oggi il cucinare. E, per quanto qualcosa da ridire sull’uso servaggio di coloranti potrebbe esserci, ben venga tutto ciò che fa bene allo spirito, alla creatività, ma soprattutto alla gioia degli occhi dei nostri bambini!!


La pasticceria della tradizione rimane nell’ambito della “cosa seria” (ed è una cosa seria da amare come si ama la propria casa, la propria storia) ma, dopo aver visto e mangiato la prima torta in pasta di zucchero, fiocchi colorati e stelline di zucchero non possono più mancare sulle tavole delle nostre feste!

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Cure e sciroppi dalla natura e dalla cucina

C’eravamo lasciati con una fresca granita di gelsomini nella calura di luglio, e vi ritrovo in autunno inoltrato, nella bufera dell’influenza di stagione, in ostaggio di tosse e starnuti (sebbene in Sicilia ci siano ancora 23°C).

Certo, ci sono malanni che nessuno sciroppo può curare, ma solo il tempo un po’ allevia. Ed è stato di questo che ho avuto bisogno nei mesi della mia assenza dal web e dalla cucina. Delusioni profonde ed abbandoni non hanno cura se non la paziente attesa. Come vi ho scritto quando mi sono presentata, la cucina è anch’essa una buona medicina e, adesso che mi sento nuovamente pronta ad uscire da questo guscio che mi ritrovo intorno, per mia gioia e vostra delizia, potrò dedicare il mio cuore ai fornelli… Creare nuovi combinazioni di sapori, recuperare ricette storiche, scoprire farine di grani antichi e chi sa quanto altro ancora!

Chi sa quanti di voi si sono ritrovati nella condizione di perdere in pochi giorni l’amore e anche la casa!!! Ritrovare la giusta via è già tanto, ma trovare anche la casa giusta è avere una fortuna davvero sfacciata!

La ricerca della mia nuova “casa-da-single-cuoca”  puntava sull’idea di ospitare degli allievi-cuochi (per i quali sto costruendo io stessa un tavolo adatto) e organizzare piccole degustazioni all’aperto, quindi abbiamo anche una terrazza da arredare :- ))
Il resto lo vedrete presto…

Ogni avventura che si rispetti però ha sempre un valido antagonista. Così, proprio quando stanno per arrivare i  mobili, e devo iniziare a dipingere, sverniciare e montare, è arrivato lui: il virus dell’influenza!
Ma visto che ormai abbiamo imparato la lezione: ogni disastro può essere trasformato in una opportunità di miglioramento o arricchimento, ho colto l’occasione, anzi, la carruba, e vi ho preparato un ottimo sciroppo di carrube: una cura per la tosse ma anche un buon integratore di minerali, una carezza per la gola e una sorpresa per i golosi.
A prestissimo amici miei.

Sciroppo di carrube (per la tosse)

Ingredienti:
1,5 lt di acqua minerale
15 carrube
4 foglie di alloro
la scorza di mezzo limone
4 cucchiai di miele
7 cucchiai di zucchero
(foglioline di menta fresca)

Lavate le carrube e spezzettatele, mettetele con l’acqua in una casseruola, aggiungete l’alloro, la scorza di limone prelevata col pelapatate, e cuocete a fuoco medio-basso fin quando l’acqua non si riduce di più della metà (rimarranno circa 600-500 ml di acqua, ma potete fare a occhio).
Filtrare l’acqua con una garza e rimettete sul fuoco lento con lo zucchero e il miele, riducete il liquido fino a metà del suo volume mescolando di tanto in tanto. Conservare in una bottiglietta col tappo e consumare al bisogno.

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