Svegliarsi con una rosa… di zucchero!

Mmmmh, una bella colazione a letto: quant’era che non la faccevo? !
Servire questo caffè con la mia rosa in pasta di zucchero mi fa tornare in mente un fatto speciale dell’ infanzia. Non tanto per l’immagine bellissima di una rosa colta al mattino, quanto più per l’associazione di alcuni sapori, e dolcezze speciali…

Quando da bambina trascorrevo i weekend dalla nonna, io e mia sorella eravamo coccolate come principesse. La nonna, ch’era stata tanto severa nell’educare mio padre, concedeva a noi bimbe alcuni vezzi che in famiglia sarebbero stati liquidati con assoluto divieto.  Soprattutto a tavola!
Una cosa che adoravo (che per un po’ rimase un segreto tra me e la nonna, e la zia connivente), era prendere il caffè! Il caffè non si dà mai ai bambini, ma la nonna aveva un modo “speciale” di svegliarmi con il caffé. Probabilmente non avevo ancora compiuto otto anni, ma ricordo benissimo come mi faceva sentire “grande” bere il caffè. Il fatto è che in realtà non lo bevevo affatto!

La nonna prendeva una zolletta di zucchero dalla scatola di cartone nella credenza (chi si ricorda il sapore delle vecchie zollette? Quelle che ingiallivano, impregnandosi degli odori degli scaffali?), bagnava uno spigolo di questa nel caffè della sua tazzina, e quello era il mio momento! :- ) In effetti, quindi, quello che mi portava al risveglio non era caffè, ma piuttosto una sorta di caramella al caffè, che mi gustavo con quella lentezza e quel compiacimento che ancora oggi caratterizza la mia “pausa caffè”.  Sì, ero proprio come i grandi!

 

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