Frittelle globali

Queste frittelle fanno parte di una lontana memoria affettiva familiare. Posseggo due stampini: uno acquistato da mia madre negli anni ’70 e un altro, degli anni ’40, ereditato da una bisnonna. Anche per la mia mamma erano “le frittelle dell’infanzia”, per lungo tempo le ho quindi considerate parte di un’eredità storica intima. Per lungo tempo, cioè fin quando non ho scoperto che tante, tantissime persone, e in diverse parti del mondo, avessero la mia stessa convinzione (scommetto che anche voi, vedendole, avete esclamato: “guarda! Le frittelle che mangiavo da bambina!”).
Ma il mistero delle frittelline retrò non finisce qui.

La scorsa estate, in una locanda sulle Madonie (uno di quei posti dimenticati lungo le strade provinciali, dove vive e lavora l’intera famiglia, si allevano gli animali e si preparano solo piatti della tradizione) al termine di una cena (da paura) mi servono il dolce tipico del posto: due delle nostre frittelline, sovrapposte e riempite con crema di ricotta alla cannella! L’ipotesi di un’origine siciliana delle mie frittelle sembra confermarsi quando scopro che anche sull’isola di Pantelleria esiste una versione definita “tipica”, ripiena di crema di ricotta con scaglie di cioccolato.

Ecco però che, cercando sul web, le ritrovo ripetutamente sotto il nome di “frittelle altoatesine”! Chi sa, forse per la forma stellata che ricorda i cristalli di neve? E’ vero però che per tanti anni, in ogni fiera o mercato d’Italia ci si poteva imbattere nel banchetto del venditore di stampi per frittelle che offriva i suoi dolcetti caldi, croccanti e innevati di zucchero a velo, ai bambini.

Mi domando se questi venditori fossero dei semplici rappresentanti o se, come gli uomini del circo, viaggiassero di città in città, e di Paese in Paese… La questione è seria, ed è lecita. La mia inchiesta sulle frittelline si sposta, di fatto, all’estero, e arrivo in Romania dove, nella versione salata, le frittelle sono ricoperte di formaggio grattugiato. Decido di concludere il giro del mondo con la versione asiatica di una food-blogger giapponese (di cui non rieco a trovare il link) che prepara l’impasto con latte di cocco e farina di riso.
Bene, delle frittelle della bisnonna (mai conosciuta) non rimane altro che: errate convinzioni, un vecchio stampo di ferro tutto storto, e un po’ di zucchero a velo sul piatto da portata.
…E tante ricette diverse da provare!

I consigli. 1) non mettere zucchero nella pastella perché durante la frittura tende a bruciacchiare la frittella. 2) prediligere impasti che per uguale quantità presentino più uova perché l’impasto diventa più impermeabile e le frittelle assorbono meno olio. 3) friggere in olio di semi di arachidi perché raggiunge, prima dell’olio d’oliva, temperature elevate adatte a frittture veloci.

Ricetta riportata sulla confezione degli stampi

200 ml di latte
100 gr. farina
1 tuorlo d’uovo
zucchero a velo

Si prepara una pastella nè troppo densa nè troppo liquida, si fa scaldare abbondante olio di semi d’arachidi in padella tenendovi immersi gli stampi. Quando l’olio e gli stampi sono caldi, si immergono le forme degli stampi nella pastella per quasi tutta l’altezza della formella, la pastella si attaccherà lasciando pulita la superficie della formella. Si immerge lo stampo nell’olio bollente finché la frittella si stacca dallo stampino. Far dorare da entrambi i lati e mettere le frittelle in un piatto con carta asssorbenete. Prima di servire si ricoprono con zucchero a velo.

Ricetta di San Mauro Castelverde (Madonie)

100 gr. farina
1 uovo
1 pizzico di sale
latte qb
300 gr di ricotta di pecora
100 gr di zucchero
cannella in polvere
zucchero a velo

Preparare la pastella come nella ricetta precedente, aggiungendo tanto latte fino alla consistenza voluta. Per la crema di ricotta ho indicato le dosi usate da me. La crema di ricotta andrebbe preparata la sera prima (o almeno 6 ore prima): mescolare la ricotta con una forchetta, aggiungere lo zucchero e abbondante cannella in polvere. Quando le frittelle sono pronte, riempirne una (dal lato cavo) con la crema e ricoprire con un’altra frittella. Disporle su un piatto e decorare con zucchero a velo.

Ricetta pantesca

100 gr. farina
1 uovo
1 pizzico di sale
acqua qb
300 gr di ricotta di pecora
100 gr di zucchero
30 gr di cioccolato amaro
zucchero a velo

E’ uguale alla ricetta precedente con la differenza che la pastella si prepara con acqua (al posto del latte) e la crema di ricotta si condisce, invece che con la cannella, con cioccolato tritato finemente con la lama di un coltello.

Frittelle altoatesine (di giallozafferano)

100 gr di farina
160 ml circa di latte
un pizzico di sale
1 uovo
1 bustina di vanillina
20 gr di zucchero a velo

Il procedimento, a questo punto lo sapete a memoria.

Frittelle altoatesine (coquinaria)

2 uova
1 bicchiere di latte
farina qb
zucchero a velo

Credo che queste dosi siano migliori: due uova dovrebbero rendere l’impasto più impermeabile e, quindi le frittelle, assorbirebbero meno olio. Solo consiglio di usare un bichiere piccolo di latte.

Frittelle asiatiche

250 gr di farina di riso
1 pizzico di sale
50 gr di zucchero a velo + altri 50 gr
1 uovo
250 ml di latte di cocco
1 cucchiaino di cannella in polvere.

Tenere da parte 50 gr di zucchero a velo e la cannella per decorare. Setacciare insieme tutti gli ingredienti secchi e, a parte, battere l’uovo col latte di cocco. Unire il tutto in una pastella non troppo liquida e preparare le frittelle che decorerete con zucchero e cannella prima di servire.

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