Il dentifricio di mia sorella

Questo post è per tutte le amiche che, almeno una volta al mese, mi chiamano dicendo “non è che ti è rimasto un po’ di dentifricio di tua sorella? A me è finito e non so come fare…”
Bene, da adesso (per gentile concessione della sorella) saprete tutti come farlo. Ma soprattutto saprete perché farlo.

Al di là del fatto che chiunque lo abbia provato, dopo un’iniziale diffidenza (forse per l’aspetto poco invitante dell’intruglio polveroso e biancastro), non sia più riuscito a farne a meno, e al di là del fatto che da quando lo uso ho risolto il problema delle gengive infiammate, i benefici di questi ingredienti non sono un mistero per nessuno.

Infatti: i grani finissimi di argilla bianca rimuovono la placca e non intaccano lo smalto (altro che spazzolini aerodinamici che fanno piroette e hanno anche la retromarcia!), il bicarbonato oltre ad essere uno sbiancante non nocivo (è addirittura commestibile) ha anche il vantaggio di assorbire gli odori, sgrassare le superfici e controllare gli acidi prodotti in bocca dalla flora batterica. Il sale fino è quello che usiamo in cucina, non so esattamente quale ruolo svolga in questo composto, ma le ricette di dentifricio autoprodotto che ho consultato in rete lo contengono pressoché tutte, avrà di certo il suo perché, quindi se c’è tra voi un qualche chimico che abbia voglia di svelarci qualcosa di più è il benvenuto. In fine, gli oli essenziali che la sorellina ha sapientemente inserito nella ricetta hanno pressoché tutti una funzione antisettica generale; quello di salvia, in particolare, è indicato per la cura dell’afta e della stomatite, quello di tea-tree per le micosi.

Dentifricio in polvere

ingredienti:

3 cucchiai di argilla bianca finissima
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di bicarbonato
20 gocce di olio essenziale a scelta (mia sorella usa: 6 gocce di
tea-tree oil, 7 gocce di salvia, 4 gocce di menta e 3 gocce di rosmarino)

Mettere tutti gli ingredienti in un macinacaffè elettrico e macinare fino a ottenere una polvere finissima. Conservare in un barattolino di vetro ben chiuso per non far volatilizzare gli oli essenziali. Il quantitativo ottenuto può durare diversi mesi. Si può adoperare come scorta con cui riempire un barattolino piccolo da tenere sempre sul lavandino. Per lavare i denti si inumidisce lo spazzolino e si versa sopra un po’ di dentifricio in polvere. La sensazione che ne avrete sarà quella di freschezza data dal pulito, e non quel fresco finto di chi ha da poco mangiato una mentina.

Per renderlo in pasta basta aggiungere qualche cucchiaino d’acqua, ma potrebbe non conservarsi a lungo quanto quello in polvere.

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10 risposte a Il dentifricio di mia sorella

  1. valentina scrive:

    ciao sorella, in realtà si conserva benissimo con l’acqua perché nessuno degli ingredienti non favorisce la proliferazione di nessun tipo di batteri: né l’argilla, che conserva anche i mammut, né il bicarbonato che si usa per contrastare le muffe, né il sale che secca parecchi alimenti, né l’olio essenziale per le sue concentrazioni. ultimamente io aggiungo sempre dell’acqua perché trovo si prenda meglio con lo spazzolino la pasta della polvere, bisogna solo fare attenzione a non metterlo sotto l’acqua se no scivola via!

    • Simona scrive:

      Allora adesso lo si prova anche in pasta! …Forse, però, ti sei confusa con tutte quelle negazioni… ma il concetto è chiarissimo. Sei la mia fonte preferita!

  2. Maurizio scrive:

    Non sarà mica amaro, con tutto quel bicarbonato? Anche se mi tenta tanto ho paura a sperimentare…

    • Simona scrive:

      Nooooo, Maurizio, tutt’altro che amaro: gli oli essenziali la fanno da padrone, il profumo fresco delle erbe lo senti già appena apri il barattolino :-)

  3. Valeria scrive:

    ma qualche intruglio per il mal di testa???
    cmq brava simona mi piace il tuo blog e mi piace come scrivi, semplice ma incisivo, sei proprio tu.
    Aspetto di leggere ancora un bell’articolo

    • Simona scrive:

      Grazie Vale :-) per i complimenti e per l’incoraggiamento! Per il mal di testa mi sa che se ne dovrebbe prima conoscere la causa… Però val la pena di sperimentare con la curcuma e il curry: sembra che usate poco e spesso abbiano un effetto antinfiammatorio costante.
      Io uso soprattutto la curcuma (anche solo 1 cucchiaino nell’acqua del riso in bianco, da servire con del coriandolo fresco o prezzemeolo), vedrò d’informarmi presto su altri ingredienti naturali utili allo scopo!

  4. Maruzza scrive:

    che bei disegni ,che bella grafica le ricette sono molto chiare ed essenziali ma sopratutto molto appetitose brava!continua cosi sono ansiosa di leggerti presto!

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